CAP. 2 :

| Il Ru d'Arc e gli alpeggi di Envye

🥾🎒🌿💦⛰️🌲🐮

Il nostro secondo percorso storico si svolge ancora ad anello e risuona di cascate d'acqua e di campanacci, profuma di prati fioriti, di muschi umidi e di resina.
Il sentiero ti porta…tra le infinite risorse del passato.
📍 Itinerario del giorno:
1️⃣ Il Ru d'Arc: partiamo dal b&b La @thuillettaz dopo aver riempito la nostra borraccia di acqua fresca e ci dirigiamo a ovest salendo verso l'Arp de Jeu. ⛰️Dopo circa 500 metri prendiamo a destra il bivio ben segnalato del Ru.
2️⃣ Tra storia e natura: proseguiamo lungo il sentiero pianeggiante che costeggia l'antico canale irriguo 💧a cielo aperto fino al bosco 🌲dove seguiamo l'alveo originale del vecchio Ru mentre il suono del vento tra i larici ci accompagna passando vicino al casolare di Henvy e raggiungendo i ruderi di Chantel desot. 🏘️ Qui tra i muretti a secco delle vecchie baite e il profumo dell'erba il tempo sembra essersi fermato🌿
🐄 In estate, l'atmosfera è resa ancora più magica dalla presenza delle mucche al pascolo e dal suono dei loro campanacci 🐮
3️⃣ Il rientro: dopo una sosta rigenerante agli alpeggi, riprendiamo il cammino seguendo il sentiero che si snoda tra i boschi. Arrivati sulla strada principale, scendiamo a sinistra e chiudiamo il nostro anello tornando al b&b.
✨ Variante Arp de Jeu (per chi volesse salire ancora):
🌲Alla fine del bosco, se non siete ancora stanchi, prendiamo a destra verso l'Arp de Jeu. 🏘️ Quassù lo sguardo spazia libero sulle vette circostanti ⛰️ e la fatica è ripagata da un panorama meraviglioso! Dopo una breve sosta in uno dei punti di ristoro 🥪🥤☕️ si rientra a Thuillettaz attraverso il lungo e piacevole percorso sulla vecchia strada militare tra i pascoli.
💦Curiosità: Sebbene una parte del Ru sia stata intubata, il tracciato storico rimane un'importante testimonianza dell'ingegneria rurale valdostana.
❄️ tutto il percorso è praticabile in sicurezza anche in inverno con le ciaspole.


L'Origine dei Rus
La Valle d'Aosta si estende geograficamente secondo un asse est - ovest, presenta un'altitudine media di 2.106 m ed è caratterizzata da un clima di tipo semicontinentale con precipitazioni concentrate nelle stagioni autunnali e primaverili. I rilievi alpini ostacolano l'arrivo di umidità dall'Atlantico causando scarsità di precipitazioni, di poco superiori ai 500
mm, soprattutto nella valle centrale. Il regime pluviometrico che ne consegue, tipico delle zone di montagna, determina volumi e distribuzioni d'acqua sicuramente inadeguati per l'agricoltura, e, conseguentemente, per l'allevamento.
Essendo queste risorse estremamente importanti per le popolazioni dei secoli scorsi, in quanto erano le uniche attività che potessero garantire sostentamento per le famiglie che abitavano le vallate, si è imposta, a partire dal XIII secolo, l'esigenza di realizzare un sistema di irrigazione che potesse sostenere l'agricoltura e l'allevamento durante i periodi
caratterizzati da scarsità di precipitazioni. Da qui l'origine dei più antichi rus esistenti in Valle d'Aosta che, nel corso dei secoli, hanno fatto parte di un efficacissimo sistema per l'utilizzazione dell'acqua a scopi irrigui, e che, oggi, testimoniano il capillare lavoro delle generazioni passate per riuscire a rendere produttivo gran parte del territorio valdostano.

L'importanza dei Rus
La realizzazione di questo capillare sistema di irrigazione ha dunque rivestito un ruolo fondamentale nello sviluppo dell'agricoltura, sia nel senso quantitativo che qualitativo, ma ha avuto, e conserva tuttora, un'importanza, forse in apparenza secondaria in quanto non produce risultati immediati, ma sicuramente importantissima, nella protezione del territorio.
La conservazione dell'assetto idrogeologico del territorio è infatti garantita dalla rete dei rus che permette il deflusso delle acque meteoriche in eccesso in totale sicurezza; inoltre svolge la funzione di scarico delle acque reflue.
Per questo motivo la condizione principale, per lo studio di questi canali, è l'individuazione di corsi d'acqua che presentino il minor impatto antropico possibile; purtroppo, a causa dei più o meno recenti lavori di sistemazione della rete idrica e del terreno e dell'oneroso lavoro di manutenzione necessario per mantenere in buono stato i canali a pelo libero, molti sono stati intubati o incanalati in strutture di cemento, rendendo il lavoro di individuazione piuttosto difficile e obbligando talvolta a raggiungere un compromesso tra la non perfetta conservazione dello stato tradizionale degli stessi e la pos
sibilità di realizzare un percorso continuo e naturalisticamente interessante.

Fonte: https://www.grandcombin.vda.it/atelier-rural/it/ambientale/rus1/rel_rus.pdf